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Rubata reliquia a Don Bosco—ecco cos’è successo

Rubata reliquia a Don Bosco—ecco cos’è successo

La reliquia si trovava dietro l’altare maggiore, nella parte inferiore della basilica costruita nei luoghi natii del fondatore della congregazione salesiana.

L’urna contenente il cervello di San Giovanni Bosco è stata rubata nelle scorse ore dalla Basilica di Colle Don Bosco, nell’Astigiano. Lo si apprende da fonti investigative. La reliquia si trovava dietro l’altare maggiore, nella parte inferiore della basilica costruita nei luoghi natii del fondatore della congregazione salesiana.

Antonella di Nunno ,candidata al movimento cinque stelle : “Quanto fanno schifo i negri?”

Antonella di Nunno ,candidata al movimento cinque stelle : “Quanto fanno schifo i negri?”

Bufera a Canosa sulla candidata del Movimento Cinque Stelle. Antonella Di Nunno avrebbe scritto alcune parole razziste sui social scatenando la reazione della politica loca, degli utenti e del Movimento Cinque Stelle.

A segnalare l’accaduto è stata l’esponente del Pd calabrese Anna Rita Leonardi che ha pubblicato su Facebook uno screenshot dei commenti della Di Nunno. E in una frase si legge: “Quanto fanno schifo i negri?”. La candidata grillina in un secondo momento ha cancellato le frasi razziste, ha rimosso il suo stesso profilo Facebook e si è autosospesa dal Movimento Cinque Stelle. L’M5S ha preso le distanze dalla Di Nunno e con una nota afferma: “Il Movimento 5 Stelle si dissocia dal contenuto di tali diffamanti e calunniose affermazioni che non rappresentano in alcun modo i valori ampiamente condivisi dalla stessa lista e dal Movimento”. E ancora: “Al fine di tutelare l’immagine del Movimento la diretta si è autosospesa consegnando nelle mani del candidato sindaco la relativa dichiarazione”.

ISIS : l’autopsia sui 9 italiani Mutilazioni, torture e morte lenta

ISIS : l’autopsia sui 9 italiani Mutilazioni, torture e morte lenta

Non è stata una morte rapida quella dei nove italiani massacrati dagli esponenti dell’isis.

Nessun colpo di grazia, ma seviziati e mutilati in più parti del corpo con machete e altre armi da taglio. È l’atroce esito dell’autopsia effettuata oggi al policlinico Agostino Gemelli, sulle salme dei nove italiani uccisi nell’attentato terroristico.

Le ferite sui corpi mostrano l’esito di una vera mattanza durante la quale i terroristi hanno infierito sulle vittime per straziare senza uccidere. Sui corpi ci sono anche segni di proiettile e ordigni esplosivi, tracce di una lenta tortura cui sono state sottoposte le vittime.

Molte le circostanze anomale, secondo gli investigatori: a partire dal modoatroce in cui sono stati uccisi gli ostaggi che rappresenterebbe un’anomalianegli attentati jihadisti nei quali, solitamente gli omicidi sono più rapidi.Altra anomalia è legata al fatto che nessuno degli attentatori, che hanno usatodiverse armi, dai machete ai kalashnikov, si sarebbe fatto esplodere. Ulteriori informazioni sulle armi usate dai terroristi arriveranno dai proiettili recuperati nel corso dell’esame autoptico. Intanto il pm Francesco Scavo ha firmato il nulla osta per il rilascio delle salme ai famigliari che potranno organizzare i funerali dei defunti.

Finito nell’incubo del Blue Whale—>ecco cos’è successo

Finito nell’incubo del Blue Whale

 

Un ragazzo di Castellammare di Stabia, Alfredo Di Capua, 26 anni, è stato calunniato sui social network, dove è stato accusato di essere l’ideatore, in Italia, del Blue Whale, il misterioso “gioco” che avrebbe portato al suicidio centinaia di adolescenti all’estero. Il ragazzo ha sporto denuncia alla polizia.

Ha 26 anni, fa il calciatore e il fashion blogger e sui social network, soprattutto su Instagram, ha parecchio seguito. Gli stessi social network che, adesso, l’hanno fatto piombare in un incubo dal quale sta cercando di tirarsi fuori. Alfredo Di Capua, 26enne di Castellammare di Stabia, in provincia di Napoli, è stato calunniato proprio sul web, dove alcuni lo hanno accusato di aver portato in Italia il Blue Whale, il misterioso gioco che viene dalla Russia e che avrebbe spinto centinaia di adolescenti al suicidio, diventato nelle ultime settimane una vera e propria psicosi.

Di Capua si è rivolto alla polizia per cercare di arginare la macchina del fango messa in atto nei suoi confronti. “Il 26 maggio, ero al cinema – ha riferito ai poliziotti – e mi è arrivato un messaggio nel quale mi avvertivano che su un gruppo c’era una mia foto, ed un avviso nel quale mi si accusa di gestire il Blue Whale in Italia sostenendo che io abbia gli occhi demoniaci. La diffusione è stata vastissima non solo in Italia, ma a Londra ed in Germania”.

Per mettere al corrente tutti coloro che lo seguono e cercare di allontanare le calunnie. il 26enne ha anche scritto un lungo post di chiarimento su Facebook: “Distruggere e stravolgere la vita delle persone, oggi, è facilissimo. Basta un click. Stanno diffondendo questa foto con questa notizia e con tanto di messaggio audio che fanno girare via Whatsapp. Ovviamente, è tutto falso. Non capisco cosa porti la gente a fare del male alle persone, so solo che nel 2017 non è possibile vivere ancora così. Prendere la mia foto e diffonderla, è già un reato. Abbinarci, alla foto, notizie false e gravi, lo è ancor di più. Su certe cose non si scherza, con la vita delle persone tantomeno. Segnalate il post e condividete per favore”.

 

15enne ucciso dall’amico colpa di un like su facebook

15enne ucciso dallʼamico: colpa di un “like” su Facebook

Francesco Prestia Lamberti, il 15enne ucciso lunedì sera a Mileto (Vibo Valentia), è stato punito per colpa di un “like” su Facebook. A freddarlo un quasi coetaneo, Alex Pititto, di un anno più giovane, che avrebbe sparato con la pistola detenuta legalmente dal nonno. I carabinieri, dopo la confessione del giovane, indagano ora sulla presenza di un presunto complice, anche in seguito alle dichiarazioni spontanee rese da un 19enne.

Francesco avrebbe compiuto 16 anni a luglio e tra lui e Alex ci sarebbe quindi una ragazza contesa. Un’altra adolescente, alla quale la vittima aveva postato un commento sotto ad una foto su Facebook. Gesto che avrebbe convinto l’omicida a “regolare i conti”. Alex ha così dato appuntamento all’amico in un luogo isolato della zona, sparando all’amico per poi costituirsi e confessare. I due frequentavano la stessa compagnia e la stessa scuola, l’Itis di Vibo Valentia, come testimoniano le tante foto su Facebook insieme.

Il racconto fornito ai carabinieri dall’omicida comunque non ha convinto del tutto le forze dell’ordine, in particolare sulla dinamica del delitto. Sul posto infatti non sono state trovate tracce né di collutazione né di spari; una delle ipotesi è che l’uccisione possa essere avvenuta in un luogo diverso da quello in cui è stato rinvenuto il cadavere di Francesco.

La Procura di Vibo Valentia inoltre non ha adottato provvedimenti nei confronti del diciannovenne che si è presentato dai carabinieri per rendere dichiarazioni spontanee. Il giovane è stato ascoltato dai magistrati e dai militari dell’Arma a lungo; secondo quanto filtrato finora, il ragazzo potrebbe essere colui che ha accompagnato sul luogo del delitto vittima e assassino. Gli investigatori indagano sulla pista di un complice e sulla dinamica dei fatti, visto che “Ciccio” è stato trovato con le mani in tasca, il che potrebbe escludere una rissa tra i rivali in amore.

La famiglia di Alex è nota alle cronache. Il padre è considerato elemento di spicco di una cosca della ‘ndrangheta vibonese e lo scorso gennaio era stato arrestato, con altri suoi figli, nell’ambito di un’inchiesta condotta dalla Guardia di Finanza di Catanzaro, riguardante un traffico internazionale di droga. L’operazione aveva portato al sequestro in Colombia di otto tonnellate di cocaina pronte per il mercato italiano.

Gli amici della vittima intanto hanno organizzato una fiaccolata che si svolgerà mercoledì sera per le vie di Mileto.

Oggi la Giornata mondiale del tabacco

Oggi la Giornata mondiale del tabacco

 

Sono diverse le iniziative sul territorio in occasione della Giornata mondiale contro il tabacco organizzata dall’OMS, che si celebra mercoledì 31 maggio per incoraggiare le persone ad astenersi dal consumo di tabacco per almeno 24 ore. L’obiettivo è stimolare stili di vita sani, invitando i fumatori a smettere definitivamente con la sigaretta, a fronte degli effetti negativi ampiamente dimostrati che il tabagismo comporta sulla salute umana, dai danni al cuore fino al caso estremo della morte legata a tumori.
“La sensibilizzazione su questi temi è fondamentale – ha ricordato la vicepresidente e assessore alla Sanità della Regione Liguria Sonia Viale -. Prevenzione e educazione sono parole chiave per combattere la dipendenza da nicotina. Il fumo è una delle principali cause prevenibili di morte e se pensiamo che il 26% dei liguri si dichiara fumatore e il 22% ex-fumatore, possiamo capire facilmente l’importanza della lotta al tabagismo. Smettere di fumare è possibile e ben vengano occasioni come la Giornata Mondiale contro il Tabacco, a cui la Liguria partecipa con incontri e convegni organizzati dalle cinque Asl su tutto il territorio regionale”.

ASL 1
La tematica del fumo è stata trattata nell’ambito della Manifestazione Sanremo Festival della Salute e in particolare giovedì scorso, 25 maggio, durante l’incontro “Se la spegni ti riaccendi: rischi e conseguenze della dipendenza da fumo” rivolto alle scuole medie inferiori e superiori della provincia.

La Svezia vieta le vaccinazioni obbligatorie—>ecco cos’è successo

La Svezia vieta le vaccinazioni obbligatorie—>ecco cos’è successo

l 10 maggio il Parlamento svedese ha respinto 7 proposte che avrebbero promosso le vaccinazioni obbligatorie. Il governo svedese ha deciso infatti che le politiche di vaccinazione forzata sono contrarie ai diritti costituzionali dei loro cittadini.

La Svezia, invece di aderire alla pressione delle aziende farmaceutiche o delle tattiche spaventose dei media mainstream, ha adottato la decisione di rifiutare l’applicazione della vaccinazione obbligatoria ai suoi cittadini. Infatti, un tale mandato, hanno affermato, violerebbe la Costituzione del paese.

Altri fattori hanno influenzato la decisione ,da un lato c’è  stata la pressione dei cittadini che hanno manifestato chiaramente il loro dissenso oltraggio al concetto di vaccinazioni forzate. Il testo di uno dei moti relativi alla decisione ha rilevato che i parlamentari avevano osservato “Una grande resistenza a tutte le forme di coercizione per quanto riguarda la vaccinazione“.

I politici hanno anche citato alcuni dati dal sistema sanitario svedese (NHF) che hanno rivelato frequenti e “Gravi reazioni avverse” al vaccino MMR (morbillo, orecchioni e rosolia) ed hanno osservato che tali reazioni sono specificate anche nel foglietto informativo del vaccino. I politici hanno affermato che siccome i bambini dovrebbero ricevere due dosi di questa vaccinazione, questi considerevoli rischi sarebbero raddoppiati. Inoltre hanno sottolineato che tali rischi non erano limitati al vaccino MMR, ma che altri vaccini causavano “reazioni avverse simili”.

Quindicenne uccide coetaneo con un colpo di pistola—ecco cos’è successo

Quindicenne uccide coetaneo con un colpo di pistola

Un quindicenne è stato arrestato la notte scorsa dai carabinieri di Mileto per l’omicidio di un suo coetaneo, F.P.L., avvenuto nella tarda serata di ieri in località Calabrò.

La vittima sarebbe stata uccisa con un colpo di pistola al culmine di una lite. Dopo il delitto il ragazzino si è costituito in caserma indicando il luogo del ritrovamento del cadavere. Al momento non è stato ancora chiarito il movente del delitto. Il giovane, assistito dai suoi legali, è attualmente sotto interrogatorio.

Challenge Pro-ana la magrezza prima della salute–> ecco cos’è successo

Challenge Pro-ana la magrezza prima della salute

 

Blu whale challenge era solo l’inizio di una moda che sta travolgendo un intera generazione di adolescenti questa volta tocca alle ragazze a svolgere delle serie di sfide per raggiungere la magrezza o meglio la morte,infatti su whatsapp girano le immagini in cui viene richiesto di ridurre drasticamente le calorie per arrivare alla magrezza assoluta,almeno secondo il curatore di questa challenge.

Le ragazze coinvolte in questo gioco di 40 giorni si sono ridotte a non riuscire più a mangiare correttamente tanto che per evitare di farsi scoprire dai loro genitori diventano bulimiche peggiorando così lo stato di salute.

 

Infatti rigurgitare il cibo dopo averlo mangiato porta con se una quantita tale di acidi gastrointestinali che causano danni gravi all’apparato digerente.

Per difendersi da questo gioco i genitori dovrebbero controllare se le loro figlie  si incidono pro-ana sulla loro pelle, è un segno indistinguibile che vostra figlia fa parte di questo gioco chiamato pro-ana challenge.

 

Bimba muore a causa del vaccino dopo 2 mesi dalla somministrazione–>ecco cos’è successo

Bimba muore a causa del vaccino dopo 2 mesi dalla somministrazione

 

L’ha trovata morta la madre nella culla, poco dopo l’ultima poppata. Nonostante i tentativi di rianimazione da parte dei medici e degli infermieri del 118 non c’è stato nulla da fare per una neonata di 2 mesi, di origini nigeriane ma nata a Torino, ospite di una comunità per rifugiati a Lemie, nelle Valli di Lanzo.

La tragedia è avvenuta poco dopo le 6,30. Per dare una spiegazione si attende l’esito dell’autopsia disposta dalla procura di Ivrea. Il fascicolo è stato affidato al pm Giuseppe Drammis. Il cadavere della piccola è stato trasportato nelle camere mortuarie dell’ospedale di Lanzo, a disposizione della magistratura.

 

Ieri la bambina era stata sottoposta al ciclo primario di vaccinazione, l’esavalente anti-pneumococco e anti-rota virus. Pur non essendoci al momento alcuna prova che dimostri la relazione causa-effetto tra vaccino e decesso l’Asl To4 ha sostituito in via precauzionale i lotti, senza interrompere però le vaccinazioni. Decisione assunta autonomamente dall’azienda sanitaria rispetto alle procedure standard, sulla base di una logica prudenziale. La correlazione temporale (meno di 24 ore dalla somministrazione) fa infatti attivare d’ufficio la procedura della segnalazione di evento avverso alla vaccinazione. Le verifiche in questione sono già state poste in essere dal Seremi, con esito negativo: non si è registrato alcun altro episodio analogo. Pertanto ora si attende l’esito dell’autopsia. Fra le ipotesi sulle cause della morte rimane anche la Sids, la sindrome di morte improvvisa del lattante che in Italia uccide circa 300 neonati l’anno.