15enne ucciso dall’amico colpa di un like su facebook

15enne ucciso dallʼamico: colpa di un “like” su Facebook

Francesco Prestia Lamberti, il 15enne ucciso lunedì sera a Mileto (Vibo Valentia), è stato punito per colpa di un “like” su Facebook. A freddarlo un quasi coetaneo, Alex Pititto, di un anno più giovane, che avrebbe sparato con la pistola detenuta legalmente dal nonno. I carabinieri, dopo la confessione del giovane, indagano ora sulla presenza di un presunto complice, anche in seguito alle dichiarazioni spontanee rese da un 19enne.

Francesco avrebbe compiuto 16 anni a luglio e tra lui e Alex ci sarebbe quindi una ragazza contesa. Un’altra adolescente, alla quale la vittima aveva postato un commento sotto ad una foto su Facebook. Gesto che avrebbe convinto l’omicida a “regolare i conti”. Alex ha così dato appuntamento all’amico in un luogo isolato della zona, sparando all’amico per poi costituirsi e confessare. I due frequentavano la stessa compagnia e la stessa scuola, l’Itis di Vibo Valentia, come testimoniano le tante foto su Facebook insieme.

Il racconto fornito ai carabinieri dall’omicida comunque non ha convinto del tutto le forze dell’ordine, in particolare sulla dinamica del delitto. Sul posto infatti non sono state trovate tracce né di collutazione né di spari; una delle ipotesi è che l’uccisione possa essere avvenuta in un luogo diverso da quello in cui è stato rinvenuto il cadavere di Francesco.

La Procura di Vibo Valentia inoltre non ha adottato provvedimenti nei confronti del diciannovenne che si è presentato dai carabinieri per rendere dichiarazioni spontanee. Il giovane è stato ascoltato dai magistrati e dai militari dell’Arma a lungo; secondo quanto filtrato finora, il ragazzo potrebbe essere colui che ha accompagnato sul luogo del delitto vittima e assassino. Gli investigatori indagano sulla pista di un complice e sulla dinamica dei fatti, visto che “Ciccio” è stato trovato con le mani in tasca, il che potrebbe escludere una rissa tra i rivali in amore.

La famiglia di Alex è nota alle cronache. Il padre è considerato elemento di spicco di una cosca della ‘ndrangheta vibonese e lo scorso gennaio era stato arrestato, con altri suoi figli, nell’ambito di un’inchiesta condotta dalla Guardia di Finanza di Catanzaro, riguardante un traffico internazionale di droga. L’operazione aveva portato al sequestro in Colombia di otto tonnellate di cocaina pronte per il mercato italiano.

Gli amici della vittima intanto hanno organizzato una fiaccolata che si svolgerà mercoledì sera per le vie di Mileto.

Una donna 41enne nei guai per aver fatto sesso con con un 13enne

Una donna 41enne nei guai per aver fatto sesso con con un 13enne

Alla fine se la è cavata con un patteggiamento di due anni di reclusione con il beneficio della sospensione condizionale.

Questa la pena per una donna 41enne di Udine accusata di aver fatto sesso in ripetute occasioni con il figlio tredicenne della propria vicina di casa.

La storia è emersa quando la madre del minore ha scoperto sul cellulare del figlio alcune foto che lo ritraevano mentre baciava sulla bocca quella donna così tanto più anziana di lui.

Insospettita, la mamma è andata subito a chiedere spiegazioni alla vicina, ma si è sentita rispondere: “Io tuo figlio lo amo, lascialo libero, sei un’arpia“. La relazione clandestina era iniziata a giugno 2014, quando la vicina aveva iniziato a prendersi cura dei due figli della donna, rimasta vedova.

Con uno dei due ha intrecciato però una relazione amorosa e di sesso, rimasta nella clandestinità fino alla clamorosa scoperta. Ma anche dopo che la famiglia si è trasferita in un altro appartamento, la vicina e il ragazzo hanno continuato a voler portare avanti quel rapporto, spingendo la madre del piccolo a rivolgersi ad un avvocato. Convocata davanti al giudice per l’udienza preliminare, la vicina ha accettato di patteggiare due anni.

Oggi la Giornata mondiale del tabacco

Oggi la Giornata mondiale del tabacco

 

Sono diverse le iniziative sul territorio in occasione della Giornata mondiale contro il tabacco organizzata dall’OMS, che si celebra mercoledì 31 maggio per incoraggiare le persone ad astenersi dal consumo di tabacco per almeno 24 ore. L’obiettivo è stimolare stili di vita sani, invitando i fumatori a smettere definitivamente con la sigaretta, a fronte degli effetti negativi ampiamente dimostrati che il tabagismo comporta sulla salute umana, dai danni al cuore fino al caso estremo della morte legata a tumori.
“La sensibilizzazione su questi temi è fondamentale – ha ricordato la vicepresidente e assessore alla Sanità della Regione Liguria Sonia Viale -. Prevenzione e educazione sono parole chiave per combattere la dipendenza da nicotina. Il fumo è una delle principali cause prevenibili di morte e se pensiamo che il 26% dei liguri si dichiara fumatore e il 22% ex-fumatore, possiamo capire facilmente l’importanza della lotta al tabagismo. Smettere di fumare è possibile e ben vengano occasioni come la Giornata Mondiale contro il Tabacco, a cui la Liguria partecipa con incontri e convegni organizzati dalle cinque Asl su tutto il territorio regionale”.

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La tematica del fumo è stata trattata nell’ambito della Manifestazione Sanremo Festival della Salute e in particolare giovedì scorso, 25 maggio, durante l’incontro “Se la spegni ti riaccendi: rischi e conseguenze della dipendenza da fumo” rivolto alle scuole medie inferiori e superiori della provincia.

Telegram la chat più usata dai terroristi

Telegram la chat più usata dai terroristi

Sono molte ormai le app di messaggistica istantanea che consentono di comunicare attraverso smartphone e tablet: dal classico WhatsApp a Facebook Messenger o WeChat, dalla piattaforma iMessage di Apple fino al rinnovato Yahoo! Messenger che torna attivo in questi giorni dopo un’assenza di diversi anni. Ma ce n’è una in particolare che attira chi vuole messaggiare senza temere che qualcuno possa intercettare le proprie comunicazioni, e si chiama Telegram. Ed è già da un po’ l’app di riferimento per terroristi e jihadisti, che possono contare su due particolarità: la possibilità di creare canali di comunicazione segreti, e quella di far autodistruggere i messaggi, e non lasciarne in alcun modo traccia. Di fatto, la negazione della replicabilità infinita dei contenuti nel mondo digitale. E quindi esattamente ciò che serve a chi vuole che le proprie comunicazioni rimangano più che private, ovvero come mai avvenute.

Telegram nasce come app di messaggistica, poi evoluta in piattaforma grazie all’implementazione di canali  e bot, piccoli software in grado di chattare con l’utente e veicolare servizi e informazioni. Nasce nel 2013 da un’idea dei fratelli Durov, Pavel e Nikolai. Nella tabella della Electronic Frontier Foundation non è nemmeno quella indicata come la più blindata, ma la presenza dei canali permette di utilizzarla in modi più ampi, non solo per comunicare, ad esempio per creare dei progetti di fundraising per acquistare armi e attrezzature belliche. Le chat “sicure” non sono abilitate automaticamente su Telegram, è l’utente che deve attivarle. Dal momento in cui lo fa, i contenuti esistono solo per i dispositivi coinvolti nella conversazione, che possono essere fino a 200, e per un limite di tempo definito. Ma come impedire che le misure di sicurezza vengano usate per fare del male? Secondo Pavel Durov, non è certo creando delle backdoor nelle comunicazioni, ovvero permettendo l’accesso ai governi e alle forze di sicurezza. Questo perché una comunicazione o è sicura o non lo è: così come le autorità potrebbero riuscire a infiltrarsi nella messaggistica dei terroristi, così i terroristi potrebbero infilarsi in quelle delle autorità. Così una risorsa può facilmente diventare un’arma nelle mani sbagliate.

Quella di diventare piattaforma è la strada obbligata di tutte le applicazioni di questo tipo, proprio come ha fatto Apple per iMessage in iOS 10, inevitabilmente però passando per la sicurezza delle proprie comunicazioni. La crittografia end to end, ovvero un sistema che cripta e decripta i contenuti da entrambe le parti che comunicano con chiavi specifiche e non replicabili, è presente da qualche tempo anche in WhatsApp e iMessage e sta per arrivare su Facebook Messenger. L’aspetto della sicurezza è un fronte di innovazione costante per questi servizi, Blackberry negli anni d’oro ci costruì un impero, e Apple ne ha fatto una bandiera nei recenti scontri con l’Fbi sul caso di San Bernadino. E infatti il mercato cresce e aumenta l’offerta: oltre a Telegram ci sono anche app come come Wickr o Signal, che riceve addirittura l’endorsement di Edward Snowden, e le praticamente inespugnabili Silent Phone e Silent Text, basate sulla crittografia PGP di Philip Zimmermann.

Blue Whale Challenge: Ecco i consigli della polizia

Blue Whale Challenge: Ecco i consigli della polizia

 

Tutto questo, le “regole“, l’autodistruzione, su cosa agiscono di preesistente? I giovanisobillati da veri e propri criminali sui social, decidono di accettare 50 sfide, sempre più estreme, che li trasformano e li portano fino alla depressione. Pare che la giovane, adescata sul web da qualche tutor del giocoonline, avesse già fissato la data del suo suicidio. La ragazza aveva anche postato su Instagram l’immagine del tatuaggio di una balena inciso col rasoio, prima di cancellarlo. Per l’Istituto Nazionale della Salute, le cause sarebbero da ricercare nell’alto tasso di abuso di alcool in questa nazione; infatti il numero di suicidi è calato nello stesso momento in cui è diminuito il consumo di alcool pro capite, nonostante la crisi economica in scena da quel momento a oggi.

Il primo tra i messaggi allarme Blue Whale Challenge più condivisi su WhatsApp recita: “ATTENZIONE Il Blue While sta girando anche su WhatsApp non è uno scherzo, se vi contatta e vi esce una chat con scritto ‘blue while’, non rispondete perché basta una sola parola e ti minacceranno e assilleranno fin quando non starete al gioco e vi blocca scheda e cellulare, ma se non rispondete vi lascerà in pace… passate parola!” Potete trovare anche troppe informazioni in rete, e ci auguriamo che sappiate discernere la realtà dalla bufala, il giornalismo dal sensazionalismo. “Alcune delle segnalazioni parlano di più persone: un gruppo o un’intera scolaresca”.

Gli effetti della balena sulla gente.

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Il fenomeno del Blue Whale, reso noto il mese scorso da un servizio delle Iene, continua a restare al centro dei riflettori. In attesa che, in un futuro neppure troppo lontano, magari questa non diventi proprio una precisa figura professionale a sostegno dei genitori sempre meno esperti. Questo dettaglio ha fatto sì che numerosi blog e testate fossero accusati dai lettori di pubblicare notizie imprecise (come se i suicidi non fossero mai avvenuti), allontanando l’attenzione sul reale scopo di tali articoli, ovvero quello di allertare per prevenire altre follie.

Per chi non lo sapesse, la Blue Whale Challenge è una sfida nata nell’ultimo periodo sui social e che molto probabilmente arriva dall’Europa dell’Est.

Parlate con i figli: dialogate con loro dei temi della sicurezza in rete e di ciò che di losco può esserci nel deep web.

Un gioco della morte, un’escalation di violenza contro se stessi. “Siamo intervenuti – ci ha detto una persona informata della situazione – immediatamente”. Eppure una bufala che rischia di essere molto, molto pericolosa: Blue Whale, balena blu, un assurdo gioco nato in Russia che circola on line, che prevede una serie di prove di coraggio e che porterebbe i giovani ad atti di autolesionismo, fino al gesto estremo del suicidio. Ma cosa attrae attrae di un gioco così masochista? “Anche perché si tratta di un fenomeno emulativo e quindi ad altissimo rischio”.

Con ciò, per me è più interessante l’aspetto simbolico del fenomeno Blue Whales. “Meglio un allarme infondato che un allarme non lanciato”.

Blue Whale challenge dietro all’uccisione di 4 ragazzi russi–>ecco cos’è successo

Blue Whale challenge dietro all’uccisione di 4 ragazzi russi

Una gang di adoratori di Satana ha assassinato quattro adolescenti pugnalando ognuno di essi 666 volte e mangiando alcune parti dei cadaveri. Il numero delle ferite è identico a quello riverito dai seguaci del diavolo.

Tre ragazze e un ragazzo, tutti descritti come gotich, di un’età compresa tra i sedici e i diciassette anni, sono stati presumibilmente  costretti a bere alcol in un cimitero dalla banda satanista prima di essere aggrediti. Gli assassini avrebbero poi acceso un falò sotto ad un albero vicino il loro cottage nella regione di Yaroslavl, in Russia, a seicento chilometri a Nord-Est di Mosca, dove avrebbero cucinato e mangiato parti dei corpi delle loro vittime. Essi erano stati scelti dai satanisti per via della loro passione per la musica e per la moda gothic. Tra gli effetti personali di una delle ragazze assassinate è stato trovato un libro intitolato 101 regole del satanismo.

I resti di Anya Gorokhova, di Olga Pukhova, di Varya Kuzmina e di Andrei Sorokin, scomparsi dalle loro case nel giugno del 2008, sono stati ritrovati nell’agosto dello stesso anno. È stato trovato anche il corpo di un piccolo roditore inchiodato su di una croce capovolta. Dopo avere arrestato otto persone collegate agli omicidi, la polizia ha scoperto che tutte le vittime avevano fatto telefonate all’appartamento del leader della gang Nikolai Ogolobyak, ex corista di chiesa. Ecco le foto delle vittime:

Gli investigatori hanno scoperto i corpi straziati delle vittime in una buca situata a 250 metri dall’abitazione di Ogolobyak. Dopo l’arresto, Anton Makovkin, un adepto della sètta ha dichiarato alla polizia: «Satana mi aiuterà ad evitare ogni condanna. Gli ho offerto molti sacrifici». Alexander Voronovic, un altro membro della gang satanica, ha affermato che in precedenza la banda aveva profanato una tomba e aveva mangiato il cuore della ragazza sepolta in quella fossa. Un altro seguace di Satana, quando gli è stato chiesto per quale motivo aveva compiuto quegli orrori, ha risposto: «Ho cercato di rivolgermi a Dio, ma non mi ha dato neanche un po’ di denaro. Allora ho cominciato a pregare Satana, e le cose sono migliorate».

Gli insegnanti di uno degli accusati hanno riferito ai detective che a scuola per la maggior parte del tempo era sempre imbronciato ed era dotato di un’intelligenza al di sotto della media. Tutte le vittime conoscevano Ogolobyak e gli altri membri della gang. Il padre di Andrei Sorokin ha dichiarato agli inquirenti: «Mio figlio mi disse che tra i suoi amici c’erano dei gothic e dei satanisti. Non ne rimasi spaventato. Pensai: “Bene, lasciamo che passi il suo tempo seduto in cerchio in un cimitero. Lì non corre alcun pericolo”». I giovani satanisti hanno nascosto gli altri resti umani in tombe segnate da una croce rovesciata. Essi selezionavano le vittime destinate ai sacrifici umani tra i compagni di scuola e altre conoscenze.

Uno di loro ha detto: «Una volta abbiamo scelto una ragazza perché aveva fatto con la sigaretta un buco nella tovaglia di casa di uno del gruppo». Ksenia Kuznetsova era stata la nona adepta ad entrare nella sètta. Gli altri, tutti molto giovani, si erano affibbiati dei nomignoli come Dead («Morto»), Corpse («Cadavere»), Hitler, Fang («Zanna»), The Count («Il Conte»), Doctor («Dottore»), Dark («Buio») e Goth. La Kuznetsova – nota come Kara, che significa «punizione» – che prestava il suo corpo per le cerimonie di iniziazione, e altri tre giovani, sono stati interrogati per tutta la notte del 16 settembre a riguardo dei folli omicidi.

Non si esclude che siano coinvolti nel Blue Whale challenge.

Dietro il Blue Whale ci sono le sette sataniche–>ecco cos’è successo

Dietro il Blue Whale ci sono le sette sataniche

Dietro Blue Whale, il ‘gioco del suicidio’ che sta prendendo piede tra i giovani europei, «ci sono le sette» e «si intravede un segno demoniaco» perchè il Maligno «gioisce per tutto ciò che è negazione della vita dell’uomo e della sua dignità». È l’esorcista don Gianni Sini a sottolineare all’AdnKronos «la pericolosità dei gruppi che organizzano e dirigono queste attività e inducono tanti giovani a mettere in atto atti di autolesionismo fino ad arrivare al suicidio».

Don Sini, parroco di Nostra Signora de La Salette ad Olbia, ha avuto modo di sperimentare personalmente gli effetti di Blue Whale sui giovani. «Sono venuti da me alcuni giovani, preoccupati dopo aver visto dei tagli sul braccio di un loro coetaneo», testimonia il sacerdote, autore del libro ‘Il grande incantatore smascherato dall’esorcista’ (SugarCo). «È una forma di plagio, di condizionamento psicologico: lo chiamano Blue Whale perché, così come la balena perde l’orientamento e va a ‘spiaggiarsi’, allo stesso modo -spiega l’esorcista- i ragazzi sono portati fuori strada, fino a perdere i punti di riferimento della loro vita».

La Svezia vieta le vaccinazioni obbligatorie—>ecco cos’è successo

La Svezia vieta le vaccinazioni obbligatorie—>ecco cos’è successo

l 10 maggio il Parlamento svedese ha respinto 7 proposte che avrebbero promosso le vaccinazioni obbligatorie. Il governo svedese ha deciso infatti che le politiche di vaccinazione forzata sono contrarie ai diritti costituzionali dei loro cittadini.

La Svezia, invece di aderire alla pressione delle aziende farmaceutiche o delle tattiche spaventose dei media mainstream, ha adottato la decisione di rifiutare l’applicazione della vaccinazione obbligatoria ai suoi cittadini. Infatti, un tale mandato, hanno affermato, violerebbe la Costituzione del paese.

Altri fattori hanno influenzato la decisione ,da un lato c’è  stata la pressione dei cittadini che hanno manifestato chiaramente il loro dissenso oltraggio al concetto di vaccinazioni forzate. Il testo di uno dei moti relativi alla decisione ha rilevato che i parlamentari avevano osservato “Una grande resistenza a tutte le forme di coercizione per quanto riguarda la vaccinazione“.

I politici hanno anche citato alcuni dati dal sistema sanitario svedese (NHF) che hanno rivelato frequenti e “Gravi reazioni avverse” al vaccino MMR (morbillo, orecchioni e rosolia) ed hanno osservato che tali reazioni sono specificate anche nel foglietto informativo del vaccino. I politici hanno affermato che siccome i bambini dovrebbero ricevere due dosi di questa vaccinazione, questi considerevoli rischi sarebbero raddoppiati. Inoltre hanno sottolineato che tali rischi non erano limitati al vaccino MMR, ma che altri vaccini causavano “reazioni avverse simili”.

Quindicenne uccide coetaneo con un colpo di pistola—ecco cos’è successo

Quindicenne uccide coetaneo con un colpo di pistola

Un quindicenne è stato arrestato la notte scorsa dai carabinieri di Mileto per l’omicidio di un suo coetaneo, F.P.L., avvenuto nella tarda serata di ieri in località Calabrò.

La vittima sarebbe stata uccisa con un colpo di pistola al culmine di una lite. Dopo il delitto il ragazzino si è costituito in caserma indicando il luogo del ritrovamento del cadavere. Al momento non è stato ancora chiarito il movente del delitto. Il giovane, assistito dai suoi legali, è attualmente sotto interrogatorio.

A Prato una ragazzina adescata in chat per il Bluewhale challenge–ecco cos’è successo

CASO DI BLUEWHALE A PRATO

A dare l’allarme i genitori dell’ adolescente che è stata adescata sulla rete, sono in corso le indagini, in Toscana dieci denunce in meno di un mese. In poco meno di un mese in Toscana sono arrivate almeno dieci denunce legate al fenomeno della balena blu, una riguarda anche Prato. La ragazzina sembra sia stata invitata  a partecipare al gioco che prevede varie prove di coraggio estremo che terminano poi nel suicidio, a dare l’allarme i genitori  che si sono accorti di un comportamento anomalo da parte della figlia. In particolare sarebbero state notate delle ferite da taglio sulle braccia. Un caso grave come quelli denunciati a Lucca su cui indaga la polizia postale che ora sta effettuando controlli a tappeto. Ultima prova rova, il suicidio. La ragazzina pratese, così come le altre, sarebbe stata adescata su una chat, con un invito da un mittente sconosciuto a partecipare alla sfida. Le indagini sono coperte da massimo riserbo. L’ipotesi di reato sarebbe quella di istigazione al suicidio, ma si valutano anche altri reati come minacce e violenza privata. Il fenomeno è preoccupante anche perchè l’attenzione mediatica potrebbe far scattare l’emulazione da parte di soggetti suggestionabili proprio come è avvenuto pochi giorni fa a Sesto Fiorentino.