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Blue Whale challenge dietro all’uccisione di 4 ragazzi russi–>ecco cos’è successo

Blue Whale challenge dietro all’uccisione di 4 ragazzi russi

Una gang di adoratori di Satana ha assassinato quattro adolescenti pugnalando ognuno di essi 666 volte e mangiando alcune parti dei cadaveri. Il numero delle ferite è identico a quello riverito dai seguaci del diavolo.

Tre ragazze e un ragazzo, tutti descritti come gotich, di un’età compresa tra i sedici e i diciassette anni, sono stati presumibilmente  costretti a bere alcol in un cimitero dalla banda satanista prima di essere aggrediti. Gli assassini avrebbero poi acceso un falò sotto ad un albero vicino il loro cottage nella regione di Yaroslavl, in Russia, a seicento chilometri a Nord-Est di Mosca, dove avrebbero cucinato e mangiato parti dei corpi delle loro vittime. Essi erano stati scelti dai satanisti per via della loro passione per la musica e per la moda gothic. Tra gli effetti personali di una delle ragazze assassinate è stato trovato un libro intitolato 101 regole del satanismo.

I resti di Anya Gorokhova, di Olga Pukhova, di Varya Kuzmina e di Andrei Sorokin, scomparsi dalle loro case nel giugno del 2008, sono stati ritrovati nell’agosto dello stesso anno. È stato trovato anche il corpo di un piccolo roditore inchiodato su di una croce capovolta. Dopo avere arrestato otto persone collegate agli omicidi, la polizia ha scoperto che tutte le vittime avevano fatto telefonate all’appartamento del leader della gang Nikolai Ogolobyak, ex corista di chiesa. Ecco le foto delle vittime:

Gli investigatori hanno scoperto i corpi straziati delle vittime in una buca situata a 250 metri dall’abitazione di Ogolobyak. Dopo l’arresto, Anton Makovkin, un adepto della sètta ha dichiarato alla polizia: «Satana mi aiuterà ad evitare ogni condanna. Gli ho offerto molti sacrifici». Alexander Voronovic, un altro membro della gang satanica, ha affermato che in precedenza la banda aveva profanato una tomba e aveva mangiato il cuore della ragazza sepolta in quella fossa. Un altro seguace di Satana, quando gli è stato chiesto per quale motivo aveva compiuto quegli orrori, ha risposto: «Ho cercato di rivolgermi a Dio, ma non mi ha dato neanche un po’ di denaro. Allora ho cominciato a pregare Satana, e le cose sono migliorate».

Gli insegnanti di uno degli accusati hanno riferito ai detective che a scuola per la maggior parte del tempo era sempre imbronciato ed era dotato di un’intelligenza al di sotto della media. Tutte le vittime conoscevano Ogolobyak e gli altri membri della gang. Il padre di Andrei Sorokin ha dichiarato agli inquirenti: «Mio figlio mi disse che tra i suoi amici c’erano dei gothic e dei satanisti. Non ne rimasi spaventato. Pensai: “Bene, lasciamo che passi il suo tempo seduto in cerchio in un cimitero. Lì non corre alcun pericolo”». I giovani satanisti hanno nascosto gli altri resti umani in tombe segnate da una croce rovesciata. Essi selezionavano le vittime destinate ai sacrifici umani tra i compagni di scuola e altre conoscenze.

Uno di loro ha detto: «Una volta abbiamo scelto una ragazza perché aveva fatto con la sigaretta un buco nella tovaglia di casa di uno del gruppo». Ksenia Kuznetsova era stata la nona adepta ad entrare nella sètta. Gli altri, tutti molto giovani, si erano affibbiati dei nomignoli come Dead («Morto»), Corpse («Cadavere»), Hitler, Fang («Zanna»), The Count («Il Conte»), Doctor («Dottore»), Dark («Buio») e Goth. La Kuznetsova – nota come Kara, che significa «punizione» – che prestava il suo corpo per le cerimonie di iniziazione, e altri tre giovani, sono stati interrogati per tutta la notte del 16 settembre a riguardo dei folli omicidi.

Non si esclude che siano coinvolti nel Blue Whale challenge.

Dietro il Blue Whale ci sono le sette sataniche–>ecco cos’è successo

Dietro il Blue Whale ci sono le sette sataniche

Dietro Blue Whale, il ‘gioco del suicidio’ che sta prendendo piede tra i giovani europei, «ci sono le sette» e «si intravede un segno demoniaco» perchè il Maligno «gioisce per tutto ciò che è negazione della vita dell’uomo e della sua dignità». È l’esorcista don Gianni Sini a sottolineare all’AdnKronos «la pericolosità dei gruppi che organizzano e dirigono queste attività e inducono tanti giovani a mettere in atto atti di autolesionismo fino ad arrivare al suicidio».

Don Sini, parroco di Nostra Signora de La Salette ad Olbia, ha avuto modo di sperimentare personalmente gli effetti di Blue Whale sui giovani. «Sono venuti da me alcuni giovani, preoccupati dopo aver visto dei tagli sul braccio di un loro coetaneo», testimonia il sacerdote, autore del libro ‘Il grande incantatore smascherato dall’esorcista’ (SugarCo). «È una forma di plagio, di condizionamento psicologico: lo chiamano Blue Whale perché, così come la balena perde l’orientamento e va a ‘spiaggiarsi’, allo stesso modo -spiega l’esorcista- i ragazzi sono portati fuori strada, fino a perdere i punti di riferimento della loro vita».