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Finito nell’incubo del Blue Whale—>ecco cos’è successo

Finito nell’incubo del Blue Whale

 

Un ragazzo di Castellammare di Stabia, Alfredo Di Capua, 26 anni, è stato calunniato sui social network, dove è stato accusato di essere l’ideatore, in Italia, del Blue Whale, il misterioso “gioco” che avrebbe portato al suicidio centinaia di adolescenti all’estero. Il ragazzo ha sporto denuncia alla polizia.

Ha 26 anni, fa il calciatore e il fashion blogger e sui social network, soprattutto su Instagram, ha parecchio seguito. Gli stessi social network che, adesso, l’hanno fatto piombare in un incubo dal quale sta cercando di tirarsi fuori. Alfredo Di Capua, 26enne di Castellammare di Stabia, in provincia di Napoli, è stato calunniato proprio sul web, dove alcuni lo hanno accusato di aver portato in Italia il Blue Whale, il misterioso gioco che viene dalla Russia e che avrebbe spinto centinaia di adolescenti al suicidio, diventato nelle ultime settimane una vera e propria psicosi.

Di Capua si è rivolto alla polizia per cercare di arginare la macchina del fango messa in atto nei suoi confronti. “Il 26 maggio, ero al cinema – ha riferito ai poliziotti – e mi è arrivato un messaggio nel quale mi avvertivano che su un gruppo c’era una mia foto, ed un avviso nel quale mi si accusa di gestire il Blue Whale in Italia sostenendo che io abbia gli occhi demoniaci. La diffusione è stata vastissima non solo in Italia, ma a Londra ed in Germania”.

Per mettere al corrente tutti coloro che lo seguono e cercare di allontanare le calunnie. il 26enne ha anche scritto un lungo post di chiarimento su Facebook: “Distruggere e stravolgere la vita delle persone, oggi, è facilissimo. Basta un click. Stanno diffondendo questa foto con questa notizia e con tanto di messaggio audio che fanno girare via Whatsapp. Ovviamente, è tutto falso. Non capisco cosa porti la gente a fare del male alle persone, so solo che nel 2017 non è possibile vivere ancora così. Prendere la mia foto e diffonderla, è già un reato. Abbinarci, alla foto, notizie false e gravi, lo è ancor di più. Su certe cose non si scherza, con la vita delle persone tantomeno. Segnalate il post e condividete per favore”.

 

Blue Whale Challenge: Ecco i consigli della polizia

Blue Whale Challenge: Ecco i consigli della polizia

 

Tutto questo, le “regole“, l’autodistruzione, su cosa agiscono di preesistente? I giovanisobillati da veri e propri criminali sui social, decidono di accettare 50 sfide, sempre più estreme, che li trasformano e li portano fino alla depressione. Pare che la giovane, adescata sul web da qualche tutor del giocoonline, avesse già fissato la data del suo suicidio. La ragazza aveva anche postato su Instagram l’immagine del tatuaggio di una balena inciso col rasoio, prima di cancellarlo. Per l’Istituto Nazionale della Salute, le cause sarebbero da ricercare nell’alto tasso di abuso di alcool in questa nazione; infatti il numero di suicidi è calato nello stesso momento in cui è diminuito il consumo di alcool pro capite, nonostante la crisi economica in scena da quel momento a oggi.

Il primo tra i messaggi allarme Blue Whale Challenge più condivisi su WhatsApp recita: “ATTENZIONE Il Blue While sta girando anche su WhatsApp non è uno scherzo, se vi contatta e vi esce una chat con scritto ‘blue while’, non rispondete perché basta una sola parola e ti minacceranno e assilleranno fin quando non starete al gioco e vi blocca scheda e cellulare, ma se non rispondete vi lascerà in pace… passate parola!” Potete trovare anche troppe informazioni in rete, e ci auguriamo che sappiate discernere la realtà dalla bufala, il giornalismo dal sensazionalismo. “Alcune delle segnalazioni parlano di più persone: un gruppo o un’intera scolaresca”.

Gli effetti della balena sulla gente.

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Il fenomeno del Blue Whale, reso noto il mese scorso da un servizio delle Iene, continua a restare al centro dei riflettori. In attesa che, in un futuro neppure troppo lontano, magari questa non diventi proprio una precisa figura professionale a sostegno dei genitori sempre meno esperti. Questo dettaglio ha fatto sì che numerosi blog e testate fossero accusati dai lettori di pubblicare notizie imprecise (come se i suicidi non fossero mai avvenuti), allontanando l’attenzione sul reale scopo di tali articoli, ovvero quello di allertare per prevenire altre follie.

Per chi non lo sapesse, la Blue Whale Challenge è una sfida nata nell’ultimo periodo sui social e che molto probabilmente arriva dall’Europa dell’Est.

Parlate con i figli: dialogate con loro dei temi della sicurezza in rete e di ciò che di losco può esserci nel deep web.

Un gioco della morte, un’escalation di violenza contro se stessi. “Siamo intervenuti – ci ha detto una persona informata della situazione – immediatamente”. Eppure una bufala che rischia di essere molto, molto pericolosa: Blue Whale, balena blu, un assurdo gioco nato in Russia che circola on line, che prevede una serie di prove di coraggio e che porterebbe i giovani ad atti di autolesionismo, fino al gesto estremo del suicidio. Ma cosa attrae attrae di un gioco così masochista? “Anche perché si tratta di un fenomeno emulativo e quindi ad altissimo rischio”.

Con ciò, per me è più interessante l’aspetto simbolico del fenomeno Blue Whales. “Meglio un allarme infondato che un allarme non lanciato”.

Blue Whale challenge dietro all’uccisione di 4 ragazzi russi–>ecco cos’è successo

Blue Whale challenge dietro all’uccisione di 4 ragazzi russi

Una gang di adoratori di Satana ha assassinato quattro adolescenti pugnalando ognuno di essi 666 volte e mangiando alcune parti dei cadaveri. Il numero delle ferite è identico a quello riverito dai seguaci del diavolo.

Tre ragazze e un ragazzo, tutti descritti come gotich, di un’età compresa tra i sedici e i diciassette anni, sono stati presumibilmente  costretti a bere alcol in un cimitero dalla banda satanista prima di essere aggrediti. Gli assassini avrebbero poi acceso un falò sotto ad un albero vicino il loro cottage nella regione di Yaroslavl, in Russia, a seicento chilometri a Nord-Est di Mosca, dove avrebbero cucinato e mangiato parti dei corpi delle loro vittime. Essi erano stati scelti dai satanisti per via della loro passione per la musica e per la moda gothic. Tra gli effetti personali di una delle ragazze assassinate è stato trovato un libro intitolato 101 regole del satanismo.

I resti di Anya Gorokhova, di Olga Pukhova, di Varya Kuzmina e di Andrei Sorokin, scomparsi dalle loro case nel giugno del 2008, sono stati ritrovati nell’agosto dello stesso anno. È stato trovato anche il corpo di un piccolo roditore inchiodato su di una croce capovolta. Dopo avere arrestato otto persone collegate agli omicidi, la polizia ha scoperto che tutte le vittime avevano fatto telefonate all’appartamento del leader della gang Nikolai Ogolobyak, ex corista di chiesa. Ecco le foto delle vittime:

Gli investigatori hanno scoperto i corpi straziati delle vittime in una buca situata a 250 metri dall’abitazione di Ogolobyak. Dopo l’arresto, Anton Makovkin, un adepto della sètta ha dichiarato alla polizia: «Satana mi aiuterà ad evitare ogni condanna. Gli ho offerto molti sacrifici». Alexander Voronovic, un altro membro della gang satanica, ha affermato che in precedenza la banda aveva profanato una tomba e aveva mangiato il cuore della ragazza sepolta in quella fossa. Un altro seguace di Satana, quando gli è stato chiesto per quale motivo aveva compiuto quegli orrori, ha risposto: «Ho cercato di rivolgermi a Dio, ma non mi ha dato neanche un po’ di denaro. Allora ho cominciato a pregare Satana, e le cose sono migliorate».

Gli insegnanti di uno degli accusati hanno riferito ai detective che a scuola per la maggior parte del tempo era sempre imbronciato ed era dotato di un’intelligenza al di sotto della media. Tutte le vittime conoscevano Ogolobyak e gli altri membri della gang. Il padre di Andrei Sorokin ha dichiarato agli inquirenti: «Mio figlio mi disse che tra i suoi amici c’erano dei gothic e dei satanisti. Non ne rimasi spaventato. Pensai: “Bene, lasciamo che passi il suo tempo seduto in cerchio in un cimitero. Lì non corre alcun pericolo”». I giovani satanisti hanno nascosto gli altri resti umani in tombe segnate da una croce rovesciata. Essi selezionavano le vittime destinate ai sacrifici umani tra i compagni di scuola e altre conoscenze.

Uno di loro ha detto: «Una volta abbiamo scelto una ragazza perché aveva fatto con la sigaretta un buco nella tovaglia di casa di uno del gruppo». Ksenia Kuznetsova era stata la nona adepta ad entrare nella sètta. Gli altri, tutti molto giovani, si erano affibbiati dei nomignoli come Dead («Morto»), Corpse («Cadavere»), Hitler, Fang («Zanna»), The Count («Il Conte»), Doctor («Dottore»), Dark («Buio») e Goth. La Kuznetsova – nota come Kara, che significa «punizione» – che prestava il suo corpo per le cerimonie di iniziazione, e altri tre giovani, sono stati interrogati per tutta la notte del 16 settembre a riguardo dei folli omicidi.

Non si esclude che siano coinvolti nel Blue Whale challenge.

A Prato una ragazzina adescata in chat per il Bluewhale challenge–ecco cos’è successo

CASO DI BLUEWHALE A PRATO

A dare l’allarme i genitori dell’ adolescente che è stata adescata sulla rete, sono in corso le indagini, in Toscana dieci denunce in meno di un mese. In poco meno di un mese in Toscana sono arrivate almeno dieci denunce legate al fenomeno della balena blu, una riguarda anche Prato. La ragazzina sembra sia stata invitata  a partecipare al gioco che prevede varie prove di coraggio estremo che terminano poi nel suicidio, a dare l’allarme i genitori  che si sono accorti di un comportamento anomalo da parte della figlia. In particolare sarebbero state notate delle ferite da taglio sulle braccia. Un caso grave come quelli denunciati a Lucca su cui indaga la polizia postale che ora sta effettuando controlli a tappeto. Ultima prova rova, il suicidio. La ragazzina pratese, così come le altre, sarebbe stata adescata su una chat, con un invito da un mittente sconosciuto a partecipare alla sfida. Le indagini sono coperte da massimo riserbo. L’ipotesi di reato sarebbe quella di istigazione al suicidio, ma si valutano anche altri reati come minacce e violenza privata. Il fenomeno è preoccupante anche perchè l’attenzione mediatica potrebbe far scattare l’emulazione da parte di soggetti suggestionabili proprio come è avvenuto pochi giorni fa a Sesto Fiorentino.