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Cyberbullismo e diffamazione ecco cosa cambia con la nuova politica di WhatsApp

Cyberbullismo e diffamazione ecco cosa cambia con la nuova politica di WhatsApp

whatsapp corre ai ripari dopo lo scandalo cambridge analitica di facebook dove i dati di ogni singolo utente sono stati utilizzati per manipolare le elezioni del presidente Trump.

Da oggi whatsapp sarà vietato ai minori di 16 anni infatti nella più famosa piattaforma di messaggi sarà richiesto all’iscrizione di verificare l’età e in caso di minori di 16 anni verrà richiesto il consenso da parte di un tutore o genitore del minore.

COSA CAMBIA DAL PUNTO DI VISTA LEGALE?

E’ previsto dalla legge che ogni possibile violazione della sfera privata come diffusione di materiale pornografico a scopo di diffamazione e cyberbullismo la polizia postale avrà il compito di risalire al proprietario della sim così da ottenere le informazioni necessarie per proveddere alla denuncia.

Dunque ogni possibile azione da parte di un minore al danno di qualcun altro potrebbe comportare ad una denuncia anche al genitore per favoreggiamento.

 

Cos’è PRO-ANA, il terribile gruppo WhatsApp che sta rovinando i giovani—> ecco cos’è successo

Cos’è PRO-ANA, il terribile gruppo WhatsApp che sta rovinando i giovani

 

 

 

Si chiamano #pro-ana, i siti web che attirano le ragazze per farle diventare anoressiche o per peggiorare la condizione di salute in tema di cibo. Le ragazze vengono aggiunte a dei gruppi WhatsApp con l’intento di fargli sviluppare la malattia dell’#anoressia.

C’è da aver paura

Sono i nuovi gruppi di WhatsApp quelli PRO-ANA, ovvero che incitano le ragazze a diventare sempre più magre fino all’anoressia. Per essere aggiunte a questi gruppi basta superare un test rispondendo a domande come “Quante volte ti pesi al giorno?” “Quanta attività fisica fai?“; successivamente all’aggiunta nel gruppo, le ragazze devono rispettare nella propria vita i “Comandamenti Pro-Ana” altrimenti, scrivono gli ideatori dei gruppi, diventeranno grasse.

Una rivelazione che ha dell’incredibile, commenti orridi e inappropriati volti esclusivamente a far comparire una patologia pericolosissima, che ridurrebbe con il passare degli anni, tantissime ragazze in fin di vita.

Alcune ragazze terrebbero sempre con se un’agenda con scritto i 10 comandamenti da ricordare come ad esempio:

– essere magri è più importante che essere sani

– se non sei magra non sei attraente

– riduci le calorie dopo aver contato l’assunzione

– quello che dice la bilancia è la cosa più importante

Chi sono le vittime

Le vittime che diventerebbero assidue seguaci dei gruppi PRO-ANA, sarebbero ragazze alla ricerca del corpo perfetto e ANA, diminuitivo di anoressia, sarebbe per loro una vera e propria religione anche se in realtà è come una setta. Una ragazza scrive in uno di questi gruppi “Io morirò soffocata dal mio grasso” ma un’altra risponde “Ana ci vuole forti e belle“.

Per queste ragazze con problemi psicologici, essere parte di un gruppo così estremo è un po’ come far parte di qualcosa di importante e loro è come si sentissero ascoltate.

Anche nel resto del mondo sono sempre di più i casi di ragazze divenute anoressiche per colpa di siti web che incitavano a non mangiare o vomitare dopo i pasti.

In Italia soffrono di DCA il 3-5% delle donne, il 10% dei malati sono uomini che reputano una vittoria la perdita anche di 1 etto perso, secondo la Dottoressa Maria Grazia Rubeo, medico psichiatra e responsabile dell’AIDAP, i siti “Pro-Ana” e “#pro-mia” attirerebbero tutte quelle persone che avrebbero perso totalmente il senso della vita e sempre più spesso sono giovanissimi che sono così convinti di quello che stanno facendo che aiutarli è quasi impossibile.